Tutto parte da un modo diverso di guardare la montagna. Non come uno spazio da conquistare, ma come un luogo da comprendere. Qui l’arrampicata non è solo uno sport: è un linguaggio, una cultura, un rapporto diretto con la roccia e con il paesaggio. Un’esperienza che richiede ascolto, equilibrio, presenza.
Il progetto vuole custodire questa identità profonda e trasformarla in una visione contemporanea di turismo sostenibile, capace di generare valore senza snaturare ciò che rende unico questo territorio. Perché alcune montagne non si attraversano soltanto. Si vivono. E quando impari a viverle davvero, non le guardi più allo stesso modo.
APICI traduce questa visione in azioni reali sul territorio. Il progetto promuove un modo diverso di vivere la montagna, fondato su rispetto, conoscenza e responsabilità condivisa. Qui la tutela non è un limite, ma una forma di evoluzione consapevole del territorio. Attraverso la valorizzazione dell’arrampicata in aderenza, dei percorsi outdoor, dello skyrunning, delle esperienze di benessere in natura e delle attività inclusive,
APICI crea nuove opportunità per vivere queste valli in modo autentico e sostenibile, senza lasciare traccia. L’obiettivo è mettere in relazione persone, comunità e paesaggio, favorendo uno sviluppo che non genera massa ma valore culturale, sociale ed educativo, senza compromettere, ma anzi esaltando, l’equilibrio fragile e potente di questo territorio. Perché crescere, qui, significa prima di tutto imparare ad ascoltare.
La montagna non è uno spazio da consumare, ma un luogo da attraversare con rispetto, senza lasciare traccia. Qui il valore non sta nell’impatto, ma nella scoperta e nella presenza consapevole.
In queste valli l’arrampicata non è solo pratica sportiva. È cultura, storia, identità, relazione diretta con la roccia. L’arrampicata in aderenza insegna fiducia, concentrazione, equilibrio: un modo di vivere la montagna prima che di scalarla.
Il paesaggio diventa spazio di benessere, scoperta e crescita personale. La montagna offre esperienze capaci di generare consapevolezza e connessione profonda con l’ambiente.
APICI dall’impegno di chi vive questi luoghi ogni giorno. È una rete di persone, realtà locali e istituzioni che collaborano per proteggere e trasmettere il valore autentico di queste valli.
Un luogo non si conosce attraverso uno schermo. APICI promuove esperienze che riportano chi esplora a un contatto reale con la montagna, oltre le mappe digitali e oltre la fruizione superficiale.
Tra la Val Masino e la Val Bregaglia si estende un paesaggio alpino unico, dove il granito, i boschi e le grandi pareti verticali raccontano una storia fatta di equilibrio tra presenza umana e natura. APICI nasce in un territorio che ha scelto nel tempo la tutela come forma di evoluzione, come dimostra anche l’istituzione della Riserva Naturale della Val di Mello.
In queste valli l’arrampicata è nata prima come esperienza di vita e poi come cultura del territorio: un modo di conoscere la montagna attraverso il movimento, l’ascolto e la relazione diretta con l’ambiente. Da questa identità profonda prende forma APICI – Attuazione del Polo Internazionale del Climbing interconnesso alle proposte di turismo sostenibile dell’area transfrontaliera Masino-Bregaglia, un progetto di cooperazione sostenuto dal programma Interreg Italia–Svizzera, che riconosce nel patrimonio naturale e culturale di queste valli un valore condiviso da custodire e sviluppare insieme.
Il territorio diventa così laboratorio di una nuova idea di turismo alpino: più consapevole, lento e rispettoso, capace di generare opportunità senza alterare gli equilibri che lo rendono unico. Un luogo che non si visita soltanto, ma si attraversa, si ascolta e si vive nel tempo.
APICI nasce anche dall’incontro tra l’impegno di chi questi luoghi li ha vissuti e custoditi per generazioni e la volontà delle istituzioni di riconoscerne oggi il valore. Un passo reciproco verso una visione condivisa: unire competenze, esperienze e responsabilità per proteggere un territorio che non può e non vuole essere destinazione di turismo convenzionale, ma spazio di cultura, relazione e autenticità.
APICI traduce la visione in esperienze reali, diffuse e integrate nel territorio. Non un’unica infrastruttura, ma una rete di iniziative che valorizzano la montagna rispettandone l’identità.
Il progetto agisce attraverso interventi mirati che uniscono sport outdoor, benessere, cultura e inclusione, costruendo nuove modalità di vivere e scoprire queste valli. Un approccio che non punta ad aumentare i flussi, ma a migliorare la qualità dell’esperienza e la relazione tra persone e ambiente.
Salvaguardia e connessione delle aree di arrampicata tra Val Masino e Val Bregaglia, attraverso la valorizzazione della cultura dell’aderenza e l’esperienza autentica della roccia.
APICI prevede interventi di studio, valorizzazione dei settori esistenti e costruzione di una visione condivisa dell’esperienza verticale alpina.
Un lavoro silenzioso ma fondamentale, che non è solo un intervento tecnico o funzionale.
È un gesto di cura verso il territorio: significa prendersi responsabilità dei luoghi, custodirli nel tempo, permettere che possano essere vissuti senza perdere la loro autenticità.
Collaborazioni con realtà storiche del territorio e grandi eventi come Melloblocco, per trasmettere valori, storia e identità dell’arrampicata locale.
Formazione di figure specializzate e attivazione di percorsi esperienziali nei boschi che promuovono equilibrio psicofisico, ascolto e connessione profonda con l’ambiente alpino.
Supporto e valorizzazione delle attività outdoor e dello skyrunning attraverso la cura dei percorsi, il dialogo con gli organizzatori di eventi simbolo come il Trofeo Kima e la promozione di una fruizione consapevole dell’ambiente alpino.
Progettazione e creazione di percorsi accessibili che permettono a persone con diverse capacità di vivere la montagna in modo autentico e partecipato, grazie a attrezzature specifiche e proposte inclusive condivise sviluppate con realtà specializzate.
Scopri luoghi, attività e percorsi
per vivere queste valli con rispetto e libertà